Il Palazzo

 

 

Location

Si tratta di un insieme di fabbricati costruiti tra il ‘400 ed il ‘700, le cui parti più caratteristiche sono la torre, il cortile e la cappella del XVIII secolo. Sulle carte viene denominato “Palazzo”, per differenziarlo da un edificio di minori dimensioni e poco distante da questo, già della stessa proprietà, denominato invece “Villa”.

 

Prima della costruzione della Cassa di Espansione del Dosolo, negli anni più piovosi l’acqua stagnava in gran parte del territorio per lunghi mesi. All’inizio del XII secolo il percorso del fiume Reno giungeva all’abitato di Cento, prendeva la direzione verso S. Agostino, per poi deviare ad Est verso Poggio Renatico dove andava ad alimentare le paludi presenti in quella zona.

La Corte

E’ un complesso di costruzioni collegate tra loro: edifici residenziali, di servizio, porticati e muri, i quali, nel loro insieme, danno origine ad un ampio cortile, con due accessi (lato est ed ovest) tramite due portoni in legno di notevoli dimensioni di egual fattezza.

 

 

L’edificio principale, che si sviluppa secondo i canoni classici della villa cinquecentesca, residenza padronale al servizio dell’azienda agricola intorno presenta una pianta a base quadrangolare, con copertura a quattro falde e un salone centrale (loggia) passante. La loggia passante è l’elemento cardine dell’architettura della villa cinquecentesca, sulla quale si fonda l’asse di simmetria dell’edificio e dal quale prende senso l’idea di una semplificata derivazione dallo schema della villa romana, ma anche dal cortile del palazzo cittadino. Sul fianco della villa, un po’ più arretrato, si incontra un edificio su due piani: il piano superiore, di una lunghezza pari a circa ml 40, era adibito a granaio, mentre il piano terra è suddiviso in vari locali, tra cui uno già ricovero di carri e carrozze, uno a lavanderia, dotato di ampio camino e relativa zona per il posizionamento del paiolo, ed infine di una lunga e stretta cantina, ovviamente con le finestre solo sul lato nord, preceduto, a sud, da un porticato, forse con funzione di protezione, chiuso in epoca successiva.

La Torre

L’edificio più antico del complesso è la torre su tre piani, con collegamenti verticali esterni alla torre stessa. Sulla torretta si trova ancora la campana, anche ultimamente usata per chiamare il fattore o il proprietario qualora in giro per l’azienda.

L’Oratorio

Inserito nell’insieme degli edifici si nota un oratorio di piccole dimensioni: “Il 24 novembre 1774 veniva concesso da Mons.re Vicario Gute al Monastero la licenza di erigere un Oratorio pubblico vicino all’abitazione Dominicale”, come si legge nelle carte d’archivio.

 

Nel 1611 la villa veniva lasciata in eredità al Convento delle Monache di S.Maria Assunta (o S. Maria degli Angeli) da Andrea e Paolo Bonfigli: Andrea Bonfigli aveva ben 5 figlie monache nel suddetto Ordine.
La villa serviva “per comodo dei Ssri Assonti e Ministri di esso loro Ministero (allora M.se Giacomo Zambeccari e Mons. Fabio Luigi Mezzavacca, n.d.r.) del Rev.do Padre loro Confessore e di lui famiglia quando si porta in detto luogo a villeggiare, come pure del fattore pro-tempore ivi dimorante e di lui famiglia”.
Fu confiscata da Napoleone poiché bene della Chiesa, poi rivenduta per diventare il vero centro aziendale, sia geografico che direzionale, funzione che tuttora svolge.

 

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